
I lineamenti dell’amore vero
25 feb 2026
Oltre l'illusione dell’io per ritrovare Dio
Il 21 e 22 febbraio si è tenuto ad Avigliana il 4° incontro di "Amore chiama Amore", un appuntamento centrale nel cammino formativo per giovani e famiglie della nostra comunità. Il tema trattato, "Beati i puri di cuore", ci ha sfidato a riflettere su cosa significhi oggi "vedere Dio" e, attraverso di Lui, vederci chiaro in noi stessi, nella storia e nelle nostre relazioni. In queste pagine ripercorriamo i punti salienti di una riflessione che ci invita a passare dall'idolatria dell'Io alla libertà del dono di sé.
Il Dramma dell'Uomo Moderno: Tra Autorealizzazione e Solitudine
Gesù è stato chiaro: "Chi vuol salvare la sua vita, la perderà". Eppure, la follia del nostro tempo sembra andare nella direzione opposta. Viviamo l’era dell’autorealizzazione e dell’autogenerazione, programmi che spesso nascondono l’illusione di poter essere "come Dio" senza Dio. Il risultato? Un umanesimo che, escludendo il Creatore, diventa inevitabilmente disumano, lasciando l'uomo inquieto, malato e orfano di se stesso.
Che cos'è la Purezza di Cuore?
Non è un rigido codice igienico o un integralismo morale. La purezza di cuore è, nel suo "punto zero", integrità e limpidezza. È il superamento delle disarmonie interiori per raggiungere una trasparenza affettiva che ci permetta di vedere Dio nella storia e negli altri. Come ci ricorda il magistero, la purificazione ci interessa molto più della purezza statica: è un cammino dinamico di liberazione.
La Triplice Via: Povertà, Castità e Obbedienza
L'amore vero, sia esso coniugale o consacrato, si riconosce da tre tratti inconfondibili che curano le "concupiscenze" del mondo:
Povertà Evangelica: Ci libera dalla paura della morte e dall'idolatria delle cose. Ci insegna che la nostra vita non dipende dai beni che possediamo.
Castità Evangelica: Ci libera dalle aspettative degli altri e dal desiderio di possesso. Ci rende capaci di servire tutti con cuore indiviso.
Obbedienza Evangelica: Ci libera dalle manie di perfezione e dall'orgoglio. È la "santa indifferenza" che ci permette di riposare nella volontà di un Dio più saggio di noi.
Trasformare le ferite in feritoie
Non dobbiamo rassegnarci alla solitudine. Le nostre fragilità e i nostri fallimenti non sono la fine, ma possono diventare "feritoie" attraverso cui scorgere la Grazia. La sfida è uscire dalle relazioni "da click" per affrontare la pazienza della conoscenza vera, dove la misericordia ha sempre l'ultima parola nel giudizio.